| | Home Materiali Mostropedia [3.5/Eberron] Umano Artefice 5/Renegade Mastermaker 7, Wand (GS 11) |
01 Ago 2010, 00:32
|
|
| |
|
|
[3.5/Eberron] Umano Artefice 5/Renegade Mastermaker 7, Wand (GS 11) |
|
|
|
|
Scritto da Rizzen/Sol'Kanar
|
|
lunedì 02 ottobre 2006 |
Bibliografia: Guida del Dungeon Master, Manuale del Giocatore, Eberron – Ambientazione, Magic of Eberron (MoE), Spell Compendium (SpC), Races of the Dragon (RoD) All’interno della fucina, le scintille si levavano in aria ogni volta che l’artefice batteva il suo maglio sul ferro. La fioca luce della fornace illuminava il volto dell’uomo chiamato Wand, il primo artefice del Signore delle Lame. Mentre forgiava le armi per l’esercito del suo Signore, a volte Wand faceva vagare la sua mente sui ricordi del passato. Un passato che, ormai, sembrava remoto e lontano. Nato in una famiglia minore di Casa Cannith, Wand si era distinto fin da piccolo per la sua vivace intelligenza, e le sue straordinarie capacità di fabbro. Il padre, vedendo in lui qualcosa di speciale, fin da piccolo lo introdusse ai principi dell’artificio, incoraggiandolo a sperimentare e creare. Quando crebbe, la sua famiglia, non ricca, gli pagò comunque le spese per mantenerlo all’Accademia degli Artefici: quante volte venne preso in giro per i suoi abiti dimessi; eppure altrettante venne lodato dai suoi insegnanti, per l’intuito e la bravura dimostrati. Non sempre, però, la bravura viene premiata: rango e nome, a volte, valgono più di qualsiasi capacità. Quando arrivò un progetto veramente importante, Wand non fu sorpreso di essere messo da parte. Gli artefici scelti per la creazione dei primi warforged senzienti, oltre a possedere il Marchio della Creazione (che non aveva mai fatto comparsa sulla sua pelle) erano anche gli eredi delle famiglie più importanti. Ciò nonostante, Wand fu comunque incluso nel progetto come assistente artefice, e vi si appassionò come a niente prima di allora. Trascorse giorni interi nei laboratori, e ore ed ore impegnato in fitte discussioni con Merrix e Aaren d’Cannith, due menti brillanti, gli unici fra i capi-progetto che Wand rispettasse veramente. Nessuna gioia sarebbe mai stata più grande di quella provata il giorno in cui il primo warforged senziente uscì dalla Forgia e mosse i primi passi in autonomia. Merrix sembrava incredulo, perso nella meravigliata contemplazione del loro successo; Aaren, invece, era commosso fino alle lacrime, e rideva e piangeva allo stesso tempo; anche Wand rideva, abbracciando entrambi, e già pensava a come istruirli, a come potenziare le Forge, a come questa nuova razza di esseri viventi si sarebbe inserita nel mondo. La gioia venne presto sostituita dall’orrore, quando i tre artefici scoprirono che i capi di Casa Cannith avevano intenzione di vendere i warforged ai regni in guerra, per farli sfruttare come schiavi e fanteria d’assalto. Aaren e Wand si erano rifiutati categoricamente di cedere i progetti della Forgia funzionante per scopi tanto aberranti, e così anche Merrix…all’inizio. Ma il loro compagno era l’erede dell’intera direzione di Casa Cannith, e suo padre era l’attuale patriarca. Sotto la pressione dei suoi superiori e della sua famiglia, alla fine Merrix cedette. L’ultimo ricordo che Wand aveva del suo vecchio compagno di laboratorio era l’immagine di un uomo distrutto, improvvisamente invecchiato di dieci anni, accasciato su una sedia di fronte al suo dito accusatore e all’espressione impietrita di Aaren. Messo di fronte alla responsabilità delle sue azioni, con un mesto sorriso Merrix aveva risposto: “Voi, a cui un tempo mi rivolgevo come amici, ma che ora mi vergogno a chiamare così…non posso chiedervi neanche scusa, perché il mio peccato è troppo grande. Non posso nemmeno dire di non aver avuto scelta…ho avuto di fronte a me un bivio, e ho imboccato la strada sbagliata. Ho ceduto alle insistenze di mio padre, alle pressioni del Casato, alle aspettative di tutti…e vi ho traditi.” – si coprì il viso con le mani – “Gli uomini sono deboli…così deboli…” Aaren, a quel punto, uscì dalla stanza correndo. Wand non l’aveva mai più rivisto, anche perché pochi giorni dopo aveva lasciato Casa Cannith e la sua famiglia, distruggendo ogni documento che recasse il suo nome. Dieci anni dopo, nel villaggio di campagna nel quale si era volontariamente ritirato a fare il fabbro, stava forse ripensando a quegli stessi fatti, quando uno strano visitatore aveva fatto la sua comparsa. Era un warforged alto e imponente, dall’aspetto nobile e ferale al tempo stesso: con la sua sola presenza sembrava incutere timore e rispetto. Ciò che colpiva di più, tuttavia, non erano le innumerevoli lame di spada applicate al suo corpo, bensì i suoi occhi. Due carboni accesi, intensi, ardenti di passione e volontà. “So chi sei, artefice. So cosa hai fatto, e perché lo hai fatto.” – iniziò il costrutto, con una voce profonda e vibrante – “So cosa desideravi per noi, e so che le tue aspettative sono state tradite.” Wand, a quel punto, si irritò. “L’uomo che cerchi non esiste più!” – digrignò a mezza voce – “Ora sono solo un fabbro qualsiasi. Cosa vuoi ottenere, rievocando il mio passato?” “Ti propongo di cambiare ciò che è stato, e ciò che è oggi. Voglio costruire una nuova era, in cui i warforged vengano trattati come esseri viventi pari a tutti gli altri. Ho bisogno della tua bravura, della tua ambizione, delle tue capacità. Unisciti a me, e potrai rimediare a tutti gli errori che Casa Cannith ha commesso. Unisciti a me, e insieme daremo alla mia gente – alla nostra gente – la pace che tanto anela.” Wand esitò. Quel warforged sembrava sicuro di sé, e lui avrebbe desiderato aiutarlo dal profondo del suo animo. Ma ne sarebbe stato in grado? Dopo tutto quel tempo, avrebbe ancora saputo utilizzare le infusioni? Avrebbe saputo leggere gli schemi, e progettare una Forgia? L’uomo chinò la testa, preda del dubbio. “Gli uomini…sono così deboli…” – sussurrò, ricordando le parole del suo vecchio amico. Poi rialzò la testa, sentendosi pervaso da una sensazione che non provava da molto, moltissimo tempo. Senza badare al suo interlocutore, prese un grosso involto di cuoio dallo scaffale di un armadio, e lo pose sull’incudine, svolgendolo. Si trattava di un avambraccio metallico enorme, collegato ad una mano dotata di tre dita. “L’ultimo progetto a cui stavo lavorando,” – spiegò a bassa voce, mentre si stringeva un laccio di cuoio al braccio destro – “un pugno da battaglia innestabile. Teoricamente è possibile impiantarlo anche su un essere umano, perché il sistema nervoso dei warforged è molto simile al nostro…ma non ho mai provato. C’è il pericolo di morire dissanguati, prima che l’acciaio si saldi con la carne.” Rivolse lo sguardo al warforged, che continuava a fissarlo in silenzio. “Ora vedremo se le mie capacità sono degne dell’obiettivo che ti prefiggi. Mostrami la tua decisione, warforged sconosciuto.” – gli disse Wand, ponendo il suo braccio sull’incudine – “E io ti giurerò fedeltà!” Senza proferire una parola, il warforged alzò la sua spada a due lame e la affondò sull’incudine, lacerando la carne e spezzando le ossa. Wand si morse le labbra fino a farle sanguinare, soffocando un urlo disumano; poi cercò di riacquistare il controllo di sé, sforzandosi di concentrarsi sul suo moncherino sanguinante e di recitare le parole del rituale che lo avrebbe connesso al pugno da battaglia; l’incantesimo era lungo, e gocce di sudore scesero lungo la sua fronte, mentre tentava di restare cosciente…ma la perdita di sangue non si fermava…e i suoi pensieri iniziavano ad annebbiarsi…ce…l’avrebbe…fatta…in…tempo…? L’imponente warforged uscì dalla bottega del fabbro, lasciando la porta aperta. Dopo qualche attimo, barcollando e appoggiandosi allo stipite, emerse anche Wand. Respirò a pieni polmoni, cercando di schiarirsi le idee, poi fissò il suo arto meccanico, ancora sporco di sangue, provando a muovere le dita e ruotare il polso. “Gli uomini sono deboli…” – sussurrò ancora, come rivolto a se stesso – “Per vincere la debolezza, allora…basta non essere più uomini!” Sollevò lo sguardo davanti a sé, e allungò il passo per seguire il suo nuovo Signore.  Wand, Artefice del Signore delle Lame (Umano Artefice 5/Renegade Mastermaker 7) Umanoide Medio (Umano) Dadi vita: 12d6+24 (66 pf) Iniziativa: -1 Velocità: 6 m Classe Armatura: 19 (-1 De, +7 armatura, +3 scudo) Attacco base/Lotta: +8/+9 Attacco: Battlefist in mischia +11 (1d6+3 x2) Attacco completo: Battlefist in mischia +11/+6 (1d6+3 x2) Spazio/Portata<: 1.5 m/1.5 m Attacchi speciali: Recuperare essenza Qualità speciali: Tratti degli umani, Riserva di creazione, Conoscenze dell’artefice +8, Bonus dell’artigiano, Disattivare trappole, Creazione oggetto, Battlefist (+2), Craft master +7, Self repair, Supporting construction, RD 1/adamantite, Embed component Tiri salvezza: T +8, R +2, V +8 Caratteristiche: Fo 12 De 9 Co 14 In 16 (18) Sa 8 Ca 16 (18) Abilità: Artigianato (costruire armi) +20, Artigianato (costruire armature) +20, Conoscenze (arcane) +19, Conoscenze (architettura e ingegneria) +14, Conoscenze (i piani) +14, Cercare +19 (+21 per porte segrete e trappole), Concentrazione +12, Disattivare congegni +19, Sapienza magica +20, Sopravvivenza -1 (+1 su altri piani), Utilizzare oggetti magici +34* (+36 pergamene, +38 usare pergamene, +36 per attivare oggetti che può creare) Talenti: Abilità focalizzata (utilizzare oggetti magici) (1°), Vocazione magica (Umano), Artigiano eccezionale (3°), Rapid infusion (MoE) (6°), Creare bacchette (9°), Etch schema (MoE) (12°) Talenti bonus: Scrivere pergamene, Mescere pozioni, Creare oggetti meravigliosi, Creare omuncolo, Creare armi e armature magiche, Artigiano leggendario (Art4) GS: 11 Oggetti (creati da lui): Fascia dell’intelligenza +2 (2000 MO), Mantello del carisma +2 (2000 MO), *Guanti di utilizzare oggetti magici +10 (5000 MO), Schema di divine insight (livello di incantatore 10°, 1200 MO), Corazza di piastre +2 (2850 MO), Buckler +2 (2665 MO), Omuncolo avanzato (4550 MO), Bacchetta di raggio bruciante (+7 al colpire, 4d6 danni, 2250 MO) Pergamene: Pergamena di bite of the werebear (825 MO), Pergamena di summon greater elemental (SpC, 825 MO), Pergamena di forza del toro di massa (825 MO), Pergamena di cono di freddo (562 MO), Pergamena di power word: disable (RoD, 562 MO), Pergamena di invisibilità migliorata (350 MO), Pergamena di scrutare (350 MO), Pergamena di palla di fuoco (livello di incantatore 10°, 375 MO) Allineamento: L/M Infusioni;: 4/4/4/3 – CD 14 + livello, (Livello di incantatore 10°)  Omuncolo di Wand (Furtive Filcher avanzato a 3 DV) Costrutto Minuscolo Dadi vita: 3d10 (16 pf) Iniziativa: +4 Velocità: 15 m Classe Armatura: 16 (+2 Taglia, +4 De) Attacco base/Lotta: +2/-7 Attacco: Morso in mischia +8 (1d4-1 x2) Attacco completo: - Spazio/Portata: 1.5 m/1.5 m Attacchi speciali: - Qualità speciali: Tratti dei costrutti, Scurovisione 18 m, Visione crepuscolare Tiri salvezza: T +1, R +5, V +1 Caratteristiche: Fo 8 De 19 Co – In 12 Sa 10 Ca 7 Abilità: Nascondersi +20, Muoversi silenziosamente +12, Rapidità di mano +10 Talenti: Furtivo, Arma preferita (morso) GS: -
|
| | |